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Michele Casapulla: 1200 chilometri a piedi sulla Via Francigena per sensibilizzare sull’importanza del dono #undonoperlavita1200kmsullaviafrancigena

Michele Casapulla, socio della delegazione provinciale AITF di Caserta, di 46 anni, trapiantato di rene nel 2016 il 3 agosto ha iniziato a Novara, presso l’ospedale Maggiore, dove è stato eseguito il suo trapianto, il suo lungo cammino per l’Italia che si concluderà il 25 settembre all’AORN di Caserta, dove viene seguito per il follow up.

Al fianco di Michele c'è la responsabile della Casa Betania di Caserta, Emilia Genzano, in rappresentanza dell’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia) che si è occupata dell’ospitalità dei due viandanti presso gli oratori delle varie parrocchie.

Sono numerosi gli Enti patrocinatori morali di questa impresa: Regione Campania, Centro Nazionale Trapianti, ASL di Caserta, AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, C.R.T. Campania, CRT Piemonte e Valle d’Aosta, C.S.V. Assovoce.

Michele attraverserà 8 Regioni italiane in 55 giorni di cammino.

Qui si facebook il diario quotidiano di Michele ed Emilia: https://www.facebook.com/CasapullaMicheleEmiliaGenzano

Ecco un'ampia rassegna stampa:

11 aprile 2021 - Giornata Nazionale per la donazione ed il trapianto di organi

Decreto 21 gennaio 2021

Indizione della «Giornata per la donazione degli organi» per l’anno 2021Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.42 del 19 febbraio 2021

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 marzo 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2000, n. 151, con la quale, fra l’altro, viene demandata al Ministero della salute, per l’anno 2001 e successivi, l’indizione della «Giornata per la donazione degli organi»;

Visto l’art. 1 della citata direttiva che stabilisce che in tale giornata le amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a favorire l’informazione e la promozione della donazione di organi finalizzata al trapianto, come disciplinata dalle vigenti disposizioni;

Visto l’art. 1, comma 2, della predetta direttiva, il quale dispone che, entro il mese di febbraio, il Ministro della salute stabilisca, con proprio decreto, la data della celebrazione della Giornata nazionale in un periodo compreso tra il 21 marzo e il 31 maggio;

Preso atto che il Centro nazionale trapianti e le Associazioni di volontariato e di pazienti più rappresentative a livello nazionale, quali:

- Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO)- Associazione nazionale emodializzati (ANED)- Associazione donatori midollo osseo (ADMO)- Associazione cardiotrapiantati italiana (ACTI)- Associazione italiana trapiantati di fegato (AITF)- Confederazione forum nazionale delle associazioni di nefropatici, trapiantati d’organo e di volontariato (FORUM)- Federazione nazionale delle associazioni di volontariato per le malattie epatiche ed il trapianto di fegato (LIVER-POOL)- Associazione Marta Russo Onlus,

hanno convenuto di individuare la «Giornata per la donazione degli organi» nel giorno 11 aprile 2021;

Decreta:

1. La «Giornata per la donazione degli organi», per l’anno 2021, è indetta per il giorno 11 aprile 2021.

2. In tale giornata le amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a favorire l’informazione e la promozione della donazione di organi finalizzata al trapianto, come disciplinata dalle vigenti disposizioni.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 21 gennaio 2021

http://sceglididonare.it/

Comunicato Stampa - 29/01/2021 - Crescono le donazioni e i trapianti di organi in Piemonte nel 2020, in controtendenza rispetto all’Italia e nonostante la pandemia Covid

Nel 2020 la pandemia da SARS-CoV-2 ha inevitabilmente determinato in Italia una contrazione delle donazioni e di conseguenza dei trapianti eseguiti. Il Piemonte- che da sempre si colloca su performance nettamente superiori alla media nazionale - ha registrato un risultato in controtendenza, riuscendo a incrementare il numero dei donatori di organi e il numero dei trapianti eseguiti rispetto al 2019.

I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti il presidente della Regione, Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, il direttore del Centro regionale Trapianti, Antonio Amoroso, il coordinatore regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti, Anna Guermani ed il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Giovanni La Valle.

“Il Piemonte continua ad essere il riferimento nazionale per le attività di donazione e trapianto di organi: un risultato ormai consolidato che ci stimola ad aumentare il nostro impegno su questo fronte. Un ringraziamento doveroso a tutti i professionisti responsabili dei programmi di donazione e trapianto e alle loro equipe per il lavoro che svolgono. Un doveroso ringraziamento alle associazioni impegnate nella donazione e nei trapianti. Un grazie anche ai donatori e alle loro famiglie che con generosità consentono di salvare tante vite umane.”- afferma il presidente Cirio.

“In una situazione di grande emergenza legata al Covid-19, il Sistema Sanitario regionale ha dato prova di capacità e generosità davvero straordinarie, non solo per arginare l’infezione da coronavirus, ma anche per affrontare tutte le altre emergenze quotidiane, a cominciare dai trapianti. Questo grazie all’impegno di tutto il personale, non solo di chi esegue i trapianti e degli ospedali dove questi si realizzano, ma soprattutto della Rete delle terapie intensive che sono riuscite a segnalare i potenziali donatori di organo deceduti nelle rianimazioni della regione, consentendo la continuazione dell’attività di trapianto”- dichiara l’assessore Icardi.

“Siamo molto orgogliosi che anche quest'anno la Città della Salute sia al top in Italia per numeri di trapianti. Questo è un nostro fiore all'occhiello che ci contraddistingue da tempo. Quest'anno più che mai in controtendenza rispetto al resto d'Italia e d'Europa. Significa che tutti hanno lavorato per il meglio, nonostante l'emergenza. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che fanno parte di questa splendida organizzazione che si avvale di numerose persone, anche coloro che non vengono mai citati, come possono essere gli autisti che attraversano l'Italia per trasportare un organo e salvare una vita. Ma soprattutto voglio ringraziare le famiglie dei donatori, che, in un momento di estremo dolore, che corrisponde al decesso di un loro caro, danno dimostrazione di grande generosità con il dono più grande: il consenso alla donazione degli organi per salvare altre vite”- dichiara il dottor La Valle, direttore generale Città della Salute.

I numeri

Donazioni in aumento

La gestione della pandemia ha imposto di dirottare la maggior parte delle risorse professionali e strutturali ai malati COVID, riducendo il personale necessario e i letti disponibili per le procedure di donazione. Contemporaneamente i timori per il futuro e l’isolamento forzato hanno generato nei cittadini un sentimento di sfiducia. Nonostante questa complessa situazione, nel 2020 i donatori di organi in Piemonte sono aumentati rispetto al 2019, a testimonianza di una consolidata propensione alla donazione della popolazione e di una costante attenzione del personale sanitario.

Nel 2020 i donatori sono stati 147 (32,8 per milione di popolazione -pmp), il secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni e in aumento del 7,3% rispetto al 2019 dove i donatori sono stati 137 (30.4 pmp). Questo risultato è in controtendenza rispetto alla Nazione, che, pur contenendo il calo delle donazioni meglio degli altri paesi europei, è passata da 22.8 donatori pmp del 2019 a 20.5 pmp del 2020. Sono cresciuti i programmi di donazione di organi da soggetto con cuore fermo (DCD): sono tre le Aziende (ASL Città di Torino, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, AO SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria) capaci di gestire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione, che permette di aumentare il numero degli organi disponibili per i trapianti. I donatori sono passati da 4 nel 2019 a 16 nel 2020. Le opposizioni alla donazione si sono mantenute al di sotto della media nazionale, attestandosi al 26,5%, secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni.

Trapianti in aumento

Sono stati trapiantati 460 organi: 247 reni, 158 fegati, 26 cuori, 22 polmoni e 7 pancreas, alcune volte assieme, per un totale di 443 interventi di trapianto (rispetto ai 419 eseguiti nel 2019, +6%). 47 trapianti (e solo di rene) sono stati effettuati nell’ospedale di Novara, gli altri 396 nella Città della Salute e della Scienza di Torino (388 alle Molinette e 8 all’Ospedale Pediatrico), che si conferma l’ospedale al vertice di questa attività in Italia. È stato anche l’Ospedale italiano che nel 2020 ha eseguito il maggior numero di trapianti di fegato (158) e di rene (200, valore mai raggiunto da un singolo ospedale in Italia). Lo scorso anno l’ospedale torinese ha superato la soglia dei 9.000 organi trapiantati.

Trapianti “combinati”: Città della Salute riferimento nazionale

Anche nel 2020 la Città della Salute si è distinta per il trapianto simultaneo di più organi nello stesso ricevente (i cosiddetti trapianti “combinati”). Non c’è ospedale in Italia che possa proporli in maniera così estesa. Nell’anno sono stati eseguiti alle Molinette 8 trapianti combinati di rene e fegato, 4 trapianti combinati di rene e pancreas, 1 di rene e polmoni, e addirittura due trapianti combinati di fegato-polmoni-pancreas.

Trapianti da donatori positivi per SARS-CoV-2 in riceventi anch’essi positivi

Il Piemonte è stato in Italia la regione guida nel 2020 per l’utilizzo di donatori positivi per il coronavirus, a favore di pazienti con positività pregressa o in atto per lo stesso virus. Sono stati così effettuati 5 trapianti di fegato a Torino. Questa opzione, prevista da una apposita procedura dal Centro Nazionale Trapianti, ha reso evidente l’alta professionalità della nostra rete nel rendere possibile la donazione, il prelievo degli organi, il trapianto e la gestione di questi malati così particolari.

La qualità dei programmi di trapianto può essere misurata dal tasso di successo raggiunto: se si considerano solo i trapianti eseguiti dal 2010 in poi, a 5 anni sono vivi il 94% dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene. Nel caso dei trapianti degli altri organi, senza i quali gran parte dei pazienti non potrebbe sopravvivere (per questo chiamati anche “salvavita”), il 90% di coloro che hanno ricevuto un trapianto di fegato sono in vita a 5 anni dall’intervento, lo sono circa il 75% dei trapiantati di cuore, e la metà circa di chi ha ricevuto un trapianto di polmoni. Indici in continuo miglioramento ed in gran parte sopra le medie europee. L’esito del trapianto è collegato a molti fattori: la bravura dei chirurghi, l’attenzione degli anestesisti, la preparazione delle equipe infermieristiche, ma anche l’esperienza e capacità dei diversi specialisti che devono seguire i pazienti nelle diverse fasi, dall’immissione in lista al follow-up del trapianto. Fondamentali per la riuscita dei trapianti sono inoltre le donazioni di sangue.

Trapianti da donatore vivente

La donazione da vivente, non rivestendo caratteristiche di urgenza, ha risentito delle restrizioni imposte dalla pandemia nei momenti di maggiore diffusione. Nel 2020 i trapianti di rene da donatore vivente sono calati in tutt’Italia, in Piemonte sono stati 35, e di questi 25 alle Molinette (9% in più rispetto al 2019 e unico centro in Italia a incrementare questa attività). Uno di questi trapianti è avvenuto, per la prima volta per la nostra regione, nell’ambito di una catena di donazioni da vivente innescata da un donatore deceduto proveniente dal Piemonte (programma nazionale DEC-K). Quasi 2000 piemontesi, giovanissimi, si sono poi messi a disposizione nel 2020 per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo). Oggi in Piemonte sono più di 56.000.

Piemonte regione guida in Italia, anche per l’impegno organizzativo e scientifico

Il Piemonte si è distinto non solo per i volumi di attività dei trapianti, ma anche in relazione ad altri aspetti. Ha contribuito a realizzare protocolli e linee guida nazionali, come nuovi programmi di allocazione degli organi o il registro della malattia renale cronica. Si pone come riferimento per la diagnosi di malattie genetiche suscettibili di trapianto. Infine, ha contribuito in maniera rilevante alle conoscenze scientifiche proprio in relazione all’impatto che COVID-19 ha avuto nei trapianti: sono alcune decine gli studi pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali dalla rete trapiantologica piemontese.

Trapianti non ancora in numero sufficiente per rispondere alle necessità

Pur con questa tendenza positiva, sono ancora molti i riceventi che attendono un organo nelle nostre liste: al 31 dicembre del 2020 c’erano 721 candidati in attesa di trapianto di rene, 101 di fegato, 74 di cuore, 75 di polmone. È dunque forte il dovere e l’impegno di cura verso questi pazienti, soprattutto in un periodo così difficile.

Responsabili dei Programmi

Un ringraziamento ai responsabili dei diversi programmi e alle loro equipe mediche ed infermieristiche. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico, e Bruno Gianoglio per quello renale pediatrico. A Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.

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23ma Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, 19 aprile 2020

La Giornata Nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti 2020, giunta alla 23^ edizione, è indetta per il prossimo 19 aprile.

A causa dell’emergenza Covid19 gli eventi nazionali, regionali e locali non potranno svolgersi come da tradizione (eventi in piazza, convegni, eventi sportivi, ecc.).

Al centro c’è dunque una piazza virtuale, quella del sito https://www.diamoilmegliodinoi.it/

L’emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus ha richiesto di adeguare la celebrazione e la comunicazione sulla Giornata Nazionale al nuovo contesto.

Allo scopo è stata sviluppata una campagna web e social che, avendo come principali testimonial gli operatori sanitari del nostro sistema trapianti, intende rinnovare con maggiore vigore l’appello a diventare donatori di organi e tessuti.

La campagna web e social “Io faccio la mia parte. Tu puoi fare la tua. Di’ sì alla donazione di organi e tessuti” sarà lanciata il 14 aprile sui canali social del Centro Nazionale Trapianti e condivisa su quelli delle associazioni di settore, che potranno interagire con le pagine ufficiali di “Diamo il meglio di noi“.

Il cuore della Giornata Nazionale è un’iniziativa fotografica che ha come soggetti e testimonial gli operatori sanitari della Rete Nazionale Trapianti.

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In questo momento di emergenza l’attività di donazione e trapianto di organi e tessuti nel nostro Paese continua - NOTA DEL DIRETTORE DEL CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI

NOTA DEL DIRETTORE DEL CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI

MINISTERO DELLA SALUTEISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀCENTRO NAZIONALE TRAPIANTI

Roma, 13 marzo 2020

In questo momento di emergenza l’attività di donazione e trapianto di organi e tessuti nel nostro Paese continua. Il trapianto rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza e, per le caratteristiche stesse connesse all’imprevedibilità della disponibilità del donatore, di per sé è sempre urgente. Per queste ragioni siamo tutti consapevoli che è un’attività che deve essere mantenuta e che deve garantire le massime condizioni di sicurezza possibili anche in questa situazione straordinaria.

Ringraziamo tutti gli operatori e le operatrici della rete trapiantologica, tutte le persone che lavorano al CNT e al CNT Operativo che stanno continuando la loro attività con lo stesso impegno di sempre per essere al servizio dei pazienti e per minimizzare l’impatto che l’emergenza coronavirus potrebbe avere sull’attività trapiantologica.

Tutti gli uffici del CNT sono al lavoro in modalità smart working; la segreteria del CNT è raggiungibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 ai numeri 366 6661868, 366 9036906, 340 8604803 e all’indirizzo email cnt@iss.it. Per qualunque dubbio o necessità, i cittadini e i pazienti possono scrivere a infocnt@iss.it. La centrale operativa di Coordinamento nazionale è attiva, come sempre, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Stiamo continuando a lavorare tutti insieme, operatori e rappresentanti delle associazioni, per fare quello che già normalmente facciamo: garantire il miglior organo per il miglior paziente. A tutti gli operatori, in particolare quelli delle regioni più colpite, va il mio ringraziamento e la mia stima per quanto stanno facendo nell’affrontare l’emergenza ed allo stesso tempo garantire il mantenimento del programma.

Il CNT ha disposto sin da subito, a tutela dei pazienti in attesa di trapianto, le misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da COVID-19: tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.trapianti.salute.gov.it. Dall’inizio dell’emergenza sui donatori di organi e tessuti sono stati eseguiti circa 300 tamponi risultati tutti negativi.

Sono in corso incontri in videoconferenza con tutti i componenti della Consulta tecnica per i trapianti al fine di avere in tempo reale informazioni e aggiornamenti da tutto il territorio nazionale. È, inoltre, attivo un canale diretto con il Ministero della Salute volto a garantire sia il lavoro degli operatori della rete, sia il diritto alla cura per i pazienti in attesa di trapianto.

Tutti noi, ed io per primo, siamo consapevoli che sia i pazienti trapiantati che quelli in attesa di trapianto in questi giorni abbiano necessità di essere ascoltati e informati. Per questo stiamo lavorando a stretto contatto con le maggiori associazioni di pazienti e con le società scientifiche di riferimento per raggiungere tutti e poter soddisfare le tante richieste di informazione. Molte di loro hanno risposto prontamente all’esigenza di informazione e pubblicato sui loro siti e sui canali social informazioni utili ai pazienti.

Il Centro nazionale trapianti invita i pazienti trapiantati e in trattamento con immunosoppressori a rispettare rigorosamente le indicazioni del DPCM 11 marzo che ha chiesto a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie case e di uscire solo in casi di stretta necessità.

Segnaliamo a tutte e tutti il numero verde 800.822.515 attivato dalla Fondazione italiana del rene (Fir), in collaborazione con la Società italiana di nefrologia (Sin) per rispondere alle domande e ai dubbi dei pazienti nefropatici sull’emergenza coronavirus. Qualunque aggiornamento sarà tempestivamente pubblicato sul sito www.trapianti.salute.gov.it.

Il Direttore del Centro Nazionale Trapianti

Massimo Cardillo


Trapianti: da Torino alla Puglia e ritorno, la catena della solidarietà supera il virus - da: La Stampa, 28/2/2020


Salvata la vita a quattro pazienti in trattamento dialitico

La Stampa, 28 febbraio 2020

Trapianto alle Molinette: “La mia vita salvata da una catena di solidarietà”

TORINO. Una catena di donazioni con scambio di organi e trapianti incrociati attraversa l’Italia e supera le barriere del coronavirus: partita dal Piemonte, ha attraversato Veneto, Sicilia e Puglia salvando la vita a quattro pazienti in trattamento dialitico.

Pogramma Cross-over

Lo scorso novembre il Piemonte ha donato un organo di una donatrice deceduta: il suo rene era risultato idoneo per un paziente di Padova. Il trapianto ha innescato una catena di donazioni da vivente e trapianti che ha coinvolto 3 coppie seguite in regioni diverse d’Italia. La compatibilità biologica delle nuove coppie è stata determinata grazie al coinvolgimento di diversi laboratori di Immunogenetica e dei Coordinamenti regionali trapianto. In seguito Padova a sua volta ha donato a Palermo in Sicilia, che a sua volta ha donato un organo a Bari in Puglia. Qui ne ha beneficiato una coppia incompatibile per un trapianto di rene da vivente. La donatrice vivente, moglie del ricevente, in riconoscenza per aver salvato il marito, ha donato un rene ad una giovane donna di Torino, chiudendo questa catena di scambi in Piemonte.

La sfida

Il programma crossover offre l’opportunità di ottenere un trapianto anche in caso di incompatibilità immunologica con un donatore vivente nel caso in cui la donazione diretta tra persone legate affettivamente non fosse possibile: questo avviene «incrociando» le coppie a livello nazionale. Combinando diversi incroci si genera una “catena” di donazione che riesce a rendere possibile il trapianto per diverse persone. La prima volta del Piemonte è stata proprio con questo nuovo sistema ed ha permesso il trapianto di una giovane paziente di 33 anni in dialisi dal 2014. Il rene è arrivato anche con il contributo delle forze di Polizia di Bari, dove è stato prelevato in mattinata ed è stato poi trapiantato a Torino nello stesso giorno.

L’intervento

Il trapianto è stato effettuato dai chirurghi vascolari dal dottor Aldo Verri (responsabile Chirurgia vascolare ospedaliera) e dalla dottoressa Caterina Tallia, dall’urologo Giovanni Pasquale (sotto la direzione del professor Paolo Gontero) e dall’anestesista Andrea Pusineri (sotto la direzione del dottor Roberto Balagna). L’intervento è tecnicamente riuscito, la funzionalità del rene trapiantato migliora rapidamente con le cure dell’équipe nefrologica, diretta dal professor Luigi Biancone, responsabile del programma di trapianto renale nell’adulto presso la Città della Salute di Torino.

La rete

Il valore del risultato è sottolineato anche il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, dottor Massimo Cardillo: «Ringrazio il Centro trapianti di rene di Torino, i centri di Padova, Palermo e Bari e i coordinamenti delle regioni coinvolte per l’impegno di collaborazione mostrato nell’aver portato a compimento questa catena di donazioni. In particolare, in questo momento di emergenza sanitaria nazionale, la Rete trapianti dimostra ancora una volta di essere unita dal Nord al Sud del Paese al servizio dei tanti pazienti in attesa di un organo».

TRAPIANTI, I DATI 2019: quasi 4mila vite salvate, ma aumentano i no alla donazione

COMUNICATO - da Trapianti, il sito Ufficiale del Centro Nazionale Trapianti

I numeri delle donazioni e dei trapianti di organi in Italia crescono anche nel 2019, ma sono di nuovo in aumento le opposizioni al prelievo. Sono queste le due facce del report annuale del Centro nazionale trapianti: da un lato una rete trapiantologica in costante miglioramento (il 2019 è stato il secondo miglior anno di sempre per volumi di attività e le liste d’attesa continuano a ridursi), dall’altro una disponibilità dei cittadini alla donazione che rimane inferiore a quanto sarebbe necessario. Ancora una volta, infatti, quasi un terzo delle persone che si sono trovate davanti alla richiesta di una donazione ha risposto di no, e lo stesso vale per i cittadini che hanno espresso la loro volontà in materia al rinnovo della carta di identità.

L’AUMENTO DELLE SEGNALAZIONI “ASSORBE” IL +1,4% DELLE OPPOSIZIONI

Il dato più significativo è il discreto aumento dei donatori potenziali, ovvero quelli segnalati nelle rianimazioni come possibili candidati al prelievo degli organi. Nel 2019 sono stati 2.766 contri i 2.665 del 2018, il 3,8% in più: si tratta di un indicatore importante dell’efficienza del sistema. L’aumento delle segnalazioni ha permesso di assorbire il contraccolpo negativo del tasso di opposizione al prelievo, passato dal 29,8% dell’anno scorso al 31,2%. Complessivamente sono stati 863 i no alla donazione rilevati nelle rianimazioni, in gran parte espressi dai familiari del paziente deceduto. Considerato che nel 2019 ogni singola donazione effettiva ha generato 2,5 trapianti, l’aumento delle opposizioni dell’1,4% in 12 mesi è “costato”, in proiezione, il mancato trapianto di ben 122 persone. Se non ci fosse stata nessuna opposizione al prelievo, nel solo 2019 sarebbero stati realizzati circa 2.200 trapianti in più.

Il dato delle donazioni, come già registrato in passato, conferma forti scostamenti dal Nord al Sud del Paese: a fronte di una media nazionale di 22,8 donatori per milione di popolazione (pmp), si va dai 49,5 donatori della Toscana agli 8 della Sicilia. Particolarmente positiva la performance dell’Emilia Romagna, che è passata da 25,6 donatori pmp nel 2018 ai 37,1 nel 2019 (+11,5). L’Emilia ha registrato anche un calo significativo delle opposizioni in rianimazione (-7%), preceduta dalla Puglia, passata dal 52,2% al 42,7% (-9,5%). Resta comunque molto negativo il dato delle regioni meridionali, che presentano tassi di opposizione superiori di 15-20 punti alla media italiana, con l’apice della Sicilia (49,6%) e della Calabria (49,4%, +7,9% rispetto al 2018).

CRESCONO I TRAPIANTI, MOLTO BENE IL VIVENTE. TORINO IL CENTRO CON PIÙ INTERVENTI

Nonostante tutto, nel 2019 i trapianti sono aumentati: ne sono stati effettuati 3.813 (+2,4%), con una crescita più moderata per quelli da donatore deceduto (+1,2%) e una più consistente di quelli da donatore vivente: sono stati 364, ancora molto pochi rispetto agli altri paesi europei, ma con un +14,5% in confronto al 2018. Il numero maggiore di trapianti complessivi ha riguardato il rene (2.137, +0,6%) seguito dal fegato (1.302, +4,5%), mentre l’aumento maggiore in termini percentuali ha riguardato il polmone (+6,3%, 153 trapianti in totale) e il cuore (+5,2%, 245 interventi). Stabili i trapianti di pancreas (42 contro i 41 dell’anno scorso), mentre a tre anni di distanza dall’ultimo è stato effettuato un nuovo trapianto di intestino. Crescita ulteriore anche per l’attività di prelievo “a cuore fermo”, ovvero dopo dichiarazione di morte con criteri cardiaci e non encefalici: i donatori utilizzati nel 2019 sono stati 64 contro i 47 dell’anno precedente, grazie ai quali sono stati realizzati 155 trapianti (nel 2018 erano stati 100).

Per quanto riguarda l’attività dei centri, Torino si conferma in testa alla classifica nazionale con 360 trapianti; seguono Padova (335) e Bologna (256). In totale sono stati 42 gli ospedali italiani che hanno effettuato trapianti nel 2019. Per le singole specialità, Padova è leader nel trapianto di rene (174 interventi di cui ben 55 da donatore vivente), Pisa per il fegato (161), Palermo Ismett per il fegato da vivente (14), Milano Niguarda per il cuore (34), Milano Policlinico per il polmone (34) e Milano San Raffaele per il pancreas (9).

La crescita dell’attività di trapianto ha un impatto positivo sulle liste d’attesa, che calano anche quest’anno. I pazienti che attendono un trapianto (dati al 31 dicembre 2019) sono 8.615, dei quali la gran parte aspetta un rene (6.460, -4,1% rispetto al 31 dicembre 2018). La diminuzione più significativa riguarda la lista del cuore (670 pazienti, -5,8%), mentre si registra un aumento marcato nella lista del fegato (1.031 pazienti, +6,7%).

TESSUTI E MIDOLLO, IL MIGLIOR ANNO DI SEMPRE

In forte crescita l’attività di donazione e trapianto anche nel campo dei tessuti e delle cellule staminali emopoietiche. Le donazioni di tessuto registrate nel 2019 sono state 13.854 (+2,3%), con un aumento ancora più marcato per le cornee (+4,1%). Di conseguenza, i trapianti sono cresciuti dell’8,1%: 17.801 quelli realizzati lo scorso anno, mai così tanti. Segno più anche per quanto riguarda le cellule staminali emopoietiche: crescono sia le donazioni (+23,5%) che i trapianti da donatore non consanguineo (+1,3%), che sono stati 859, il numero più alto mai realizzato in Italia. In totale gli iscritti attivi al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo IBMDR sono saliti a 449.860 (+6,7%) grazie a 43.138 nuovi ingressi dello scorso anno: dopo l’exploit del 2018 ottenuto grazie alla mobilitazione per il piccolo Alex, gli italiani hanno confermato la loro disponibilità.

DICHIARAZIONI DI VOLONTÀ, AUMENTANO LE REGISTRAZIONI MA I NO NON DIMINUISCONO

Grazie al sistema di registrazione collegato alla carta d’identità elettronica, crescono ancora le dichiarazioni di volontà alla donazione espresse in vita dai cittadini. Il 31 dicembre 2019 erano 6.936.583 le dichiarazioni custodite nel Sistema informativo trapianti, ma a fine febbraio 2020 è stata superata quota 7 milioni e 300mila: complessivamente quasi 5 milioni 600mila favorevoli e poco più di 1 milione 700mila contrari.

Nel solo 2019 le dichiarazioni registrate nei 6.361 Comuni in cui è attivo il servizio (copertura del 92,5% della popolazione nazionale) sono state 2.404.867, in aumento del 22,9% rispetto all’anno precedente. I consensi sono stati il 67,5%, le opposizioni il 32,5%, con un lieve aumento dei no (+0,2% in confronto al 2018). Esattamente come per quanto riguarda le opposizioni rilevate nelle rianimazioni, anche il dato delle opposizioni registrate nei Comuni vede una forte differenza tra Nord e Sud: i risultati migliori sono quelli della Provincia autonoma di Bolzano (solo il 7% di no) e della Valle d’Aosta (18,9%), i peggiori quelli di Sicilia (42,1%), Calabria (40,7%) e Campania (40,3%). Di contro, nel 2019 la percentuale delle opposizioni è aumentata in quasi tutte le regioni settentrionali (+4,1% di no in Liguria, +3,1% in Emilia Romagna, +2,5% Piemonte, +2,1% in Veneto e Toscana, +1,4% in Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento) mentre si registrano miglioramenti in quelle meridionali (-3% di no in Campania, -2,6% in Puglia, -2,1% in Calabria, -1,7% in Sicilia).

Data di pubblicazione: 3 marzo 2020

Stati generali della rete trapiantologica italiana, Roma, 6-8 novembre 2019

Dal 6 all’8 novembre 2019 a Roma avranno luogo gli “Stati generali della rete trapiantologica italiana”.

E’ un importante momento di aggiornamento e confronto della rete, a 20 anni dalla legge 91 del 1 aprile 1999.

L’evento si terrà presso l’Auditorium Antonianum di viale Manzoni 1.

sito web evento: https://www.statigeneralitrapianti.org/

AGGIORNAMENTO

Clicca qui per il video integrale dell’evento celebrativo del 7 novembre

Campagna di sensibilizzazione 2019

E’ partita sui principali quotidiani, edizioni cartacee e online, la campagna di sensibilizzazione sulla donazione ed il trapianto di organi: proseguirà fino al mese di dicembre.


Importante precisazione sul silenzio-assenso

Il Decreto SIT firmato il 20 agosto 2019 dal ministro Grillo NON introduce il silenzio-assenso, bensì regolamenta il Sistema Informativo Trapianti.Per informazioni leggere il documento Prot 2040 CNT 2019.In questo video il Dott. Massimo Cardillo, Direttore del Centro Nazionale Trapianti, fornisce importanti precisazioni

Donazione e trapianti di organi, i numeri del 2020 - Piemonte in crescita ed in controtendenza, nonostante il Covid

Nell'anno appena trascorso, nonostante l'emergenza Covid, Il Piemonte risulta in crescita ed in controtendenza nazionale nella donazione di organi e trapianti.

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