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Trapianti: da Torino alla Puglia e ritorno

da: La Stampa, 28/2/2020

Trapianti: da Torino alla Puglia e ritorno, la catena della solidarietà supera il virus

Salvata la vita a quattro pazienti in trattamento dialitico

Trapianto alle Molinette: “La mia vita salvata da una catena di solidarietà”

TORINO. Una catena di donazioni con scambio di organi e trapianti incrociati attraversa l’Italia e supera le barriere del coronavirus: partita dal Piemonte, ha attraversato Veneto, Sicilia e Puglia salvando la vita a quattro pazienti in trattamento dialitico.
Pogramma Cross-over
Lo scorso novembre il Piemonte ha donato un organo di una donatrice deceduta: il suo rene era risultato idoneo per un paziente di Padova. Il trapianto ha innescato una catena di donazioni da vivente e trapianti che ha coinvolto 3 coppie seguite in regioni diverse d’Italia. La compatibilità biologica delle nuove coppie è stata determinata grazie al coinvolgimento di diversi laboratori di Immunogenetica e dei Coordinamenti regionali trapianto. In seguito Padova a sua volta ha donato a Palermo in Sicilia, che a sua volta ha donato un organo a Bari in Puglia. Qui ne ha beneficiato una coppia incompatibile per un trapianto di rene da vivente. La donatrice vivente, moglie del ricevente, in riconoscenza per aver salvato il marito, ha donato un rene ad una giovane donna di Torino, chiudendo questa catena di scambi in Piemonte.

La sfida 
Il programma crossover offre l’opportunità di ottenere un trapianto anche in caso di incompatibilità immunologica con un donatore vivente nel caso in cui la donazione diretta tra persone legate affettivamente non fosse possibile: questo avviene «incrociando» le coppie a livello nazionale. Combinando diversi incroci si genera una “catena” di donazione che riesce a rendere possibile il trapianto per diverse persone. La prima volta del Piemonte è stata proprio con questo nuovo sistema ed ha permesso il trapianto di una giovane paziente di 33 anni in dialisi dal 2014. Il rene è arrivato anche con il contributo delle forze di Polizia di Bari, dove è stato prelevato in mattinata ed è stato poi trapiantato a Torino nello stesso giorno.

L’intervento 
Il trapianto è stato effettuato dai chirurghi vascolari dal dottor Aldo Verri (responsabile Chirurgia vascolare ospedaliera) e dalla dottoressa Caterina Tallia, dall’urologo Giovanni Pasquale (sotto la direzione del professor Paolo Gontero) e dall’anestesista Andrea Pusineri (sotto la direzione del dottor Roberto Balagna). L’intervento è tecnicamente riuscito, la funzionalità del rene trapiantato migliora rapidamente con le cure dell’équipe nefrologica, diretta dal professor Luigi Biancone, responsabile del programma di trapianto renale nell’adulto presso la Città della Salute di Torino.

La rete
Il valore del risultato è sottolineato anche il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, dottor Massimo Cardillo: «Ringrazio il Centro trapianti di rene di Torino, i centri di Padova, Palermo e Bari e i coordinamenti delle regioni coinvolte per l’impegno di collaborazione mostrato nell’aver portato a compimento questa catena di donazioni. In particolare, in questo momento di emergenza sanitaria nazionale, la Rete trapianti dimostra ancora una volta di essere unita dal Nord al Sud del Paese al servizio dei tanti pazienti in attesa di un organo».

 

 

 

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