FAQ – Domande frequenti

Q?

Perché donare i propri organi e tessuti?

A.

La possibilità di trapiantare organi e tessuti prelevati da una persona deceduta ad un’altra che ha necessità di essere curata è una grande opportunità: attraverso il trapianto è possibile salvare o migliorare la qualità di vita di molti pazienti.

Q?

Chi può diventare donatore di organi?

A.

I donatori di organi sono persone che, nonostante tutte le cure ricevute, sono andate in morte encefalica.

Q?

Che cosa è la morte encefalica?

A.

La morte encefalica si verifica quando l’encefalo (cervello) non riceve sangue ossigenato per un intervallo di tempo prolungato: tutte le funzioni del cervello cessano in modo irreversibile. Se il cervello muore la persona è morta.
Le cause principali di morte encefalica sono l’emorragia cerebrale, l’ischemia cerebrale, il trauma cranico o un prolungato arresto cardiaco.
Come conseguenza la persona non è più cosciente, non respira più autonomamente, non ha più i riflessi che partono direttamente dal cervello, non ha più alcuna attività elettrica (EEG piatto).
Essendo però quella persona ricoverata in rianimazione, un ventilatore la fa respirare e i farmaci fanno battere il cuore. Il sangue perciò circola ed il corpo è caldo. E’ un morto, ma che non mostra i segni tipici della morte.

Q?

Che differenza c’è tra il coma e la morte encefalica?

A.

Esiste una enorme differenza.
Il coma è una patologia di gravità variabile in cui il paziente è vivo anche se non apre gli occhi e non è cosciente; può evolvere verso la guarigione (completa o con deficit) o verso la morte.
La morte encefalica è la morte di un individuo.

Q?

Quando avviene la donazione?

A.

Dopo la diagnosi di morte encefalica, per un periodo di almeno 6 ore consecutive, tre specialisti (un medico legale, un rianimatore ed un neurologo) eseguono una serie di accertamenti clinici e strumentali: al termine di questo periodo la morte viene certificata e si può procedere al prelievo degli organi e dei tessuti.

Q?

Quali sono gli organi e i tessuti che si possono prelevare?

A.

Gli organi che si possono prelevare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino, mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni.
Non si possono prelevare l’encefalo (cervello), che è la sede del nostro essere “persona” e le gonadi (ovaio, testicolo) che contengono il nostro patrimonio genetico.

Q?

Quali controlli vengono eseguiti sull’organo da trapiantare?

A.

Il donatore è sottoposto ad una serie di esami di laboratorio e radiologici per escludere la presenza di malattie infettive trasmissibili e di tumori. Nei casi dubbi, gli organi vengono sottoposti a una biopsia (esame al microscopio di un pezzetto dell’organo) al momento del prelievo.

Q?

Qual è l’aspetto della salma dopo la donazione?

A.

Gli organi ed i tessuti sono prelevati nel più grande rispetto del donatore.
Come per ogni altra operazione chirurgica, restano delle cicatrici superficiali ma non subentra alcuna mutilazione visibile.
Il prelievo delle cornee non comporta l’asportazione del bulbo oculare e l’intervento non lascia trasparire alcun segno d’incisione.

Q?

Fino a quale età si possono donare gli organi?

A.

Per i reni ed il fegato non esistono limiti di età: i trapianti da donatori ultra 80enni hanno ottimi risultati.

Q?

Si può vendere o acquistare un organo?

A.

No, è illegale vendere o comprare organi umani. La donazione degli organi e tessuti è un atto gratuito di solidarietà. Non è permessa alcun tipo di remunerazione economica.

Q?

Si può decidere a chi donare i propri organi?

A.

No. Gli organi vengono assegnati ai pazienti in lista d’attesa in base all’urgenza e alla compatibilità clinica e immunologica del donatore.

Q?

Si può sapere il nome del donatore e del ricevente?

A.

Non si può sapere. Da un lato per il diritto alla privacy e alla riservatezza, dall’altro perché conoscere il nome del o dei riceventi potrebbe innescare un meccanismo dannoso noto come “sindrome del segugio” che spinge i familiari del donatore all’inseguimento forsennato degli organi del parente defunto e, in certi casi, anche ad impensabili ed inammissibili richieste d’indennizzo.
Dalla parte del ricevente, inoltre, si potrebbero creare dubbi esistenziali, sensi di colpa e perdita del senso d’identità, che complicherebbero la ripresa dopo l’intervento chirurgico.

Q?

Che cosa è il trapianto?

A.

Il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo. Grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita vicine alla normalità.
I trapianti vengono eseguiti in strutture ospedaliere accreditate ad opera di un grande numero di specialisti.
Senza i donatori non si possono eseguire i trapianti.

Q?

A chi si trapiantano gli organi?

A.

Bisogna distinguere gli organi salvavita da quelli non salvavita. Il cuore, il fegato, i polmoni sono considerati organi salvavita, perché le loro funzioni non possono essere sostituite da una macchina se non per tempi limitatissimi. Il rene non è salvavita perché la funzione renale può essere sostituita dalla dialisi anche per lunghi periodi.
Se sul territorio italiano c’è un paziente in urgenza per trapianto di cuore ( le situazioni di urgenza sono definite dal Centro Nazionale Trapianti), il primo cuore disponibile in Italia andrà a quel ricevente. Idem per urgenze relative al fegato e ai polmoni.
Se non ci sono urgenze nazionali, cuore, polmoni, fegato vengono trapiantati nella regione che ha generato il donatore e il ricevente viene selezionato tra tutti quelli iscritti in lista di attesa in base a criteri oggettivi e trasparenti (compatibilità immunologica, gravità della malattia, anzianità di lista, dimensioni corporee). Le motivazioni della selezione rimangono agli atti.
Per quanto riguarda il rene, la selezione dei riceventi in Piemonte è effettuata dal computer, valutando compatibilità immunologica, anzianità di lista, differenza di età fra donatore e ricevente.

Q?

I pazienti devono pagare per ricevere un organo?

A.

Assolutamente no. I costi del trapianto sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Q?

Come cambia la vita dei trapiantati?

A.

Dopo l’operazione e un periodo di riabilitazione possono riprendere a lavorare, viaggiare, fare sport. I soggetti in età fertile possono avere figli. Ormai i casi di rigetto sono sempre più rari e controllabili grazie a terapie farmacologiche sempre più efficaci.

Q?

La donazione di sangue è utile ai trapianti?

A.

Certamente sì. I trapianti sono operazioni complesse che spesso richiedono trasfusioni, qualche volta anche imponenti, a volte possono servire decine di litri di sangue per un trapianto di fegato. Donare sangue è quindi importante per sostenere l’attività di trapianto, come lo è per moltissime altre attività sanitarie: anche il sangue, come gli organi, non si fabbrica e la salute di ognuno di noi, da questo punto di vista, è affidata alla generosità di tutti.

Q?

La legge

A.

La legge è molto rigorosa e precisa in materia di trapianti e non consente speculazioni, abusi e commerci illegali di organi, che sono puniti severamente.
La legge 29 dicembre 1993 n.578 e il Decreto Ministeriale 11 aprile 2008 regolamentano l’accertamento e la certificazione di morte. La legge 1 aprile 1999 n.91 si esprime in merito alla dichiarazione di volontà e disegna la rete nazionale delle donazioni e dei trapianti.

Q?

Le confessioni religiose sono favorevoli alla donazione degli organi?

A.

La maggioranza delle religioni o confessioni religiose sostengono la donazione e il trapianto degli organi.

BUDDISMO: nel buddismo l’uomo è ritenuto libero di scegliere secondo i propri principi e le proprie idee. La donazione degli organi è uno di quegli atti che l’individuo può fare nel rispetto dei precetti buddisti, rientra infatti negli atti di generosità dell’individuo.

CATTOLICA: la chiesa cattolica sostiene la donazione di organi e, sempre che questa si compia in forme eticamente accettabili, la incoraggia come atto di carità.

EBRAICA: con la donazione di organi non solo non si lede l’altrui persona (come vieta uno dei precetti biblici ebraici), bensì si ricava vantaggio per l’individuo, spesso salvando la vita di un’altra persona; è dunque consigliato donare.

GRECO ORTODOSSA: la religione ortodossa non mette nessuna limitazione alla pratica trapiantologia. Rimette la scelta di donare i propri organi alla sola volontà dell’individuo.

INDUISTA: essendo l’induismo un insieme di tradizioni religiose non vi è un’unica e netta posizione riguardo alla donazione ed il trapianto di organi. La maggioranza degli induisti è favorevole alla donazione e la decisione viene lasciata alla coscienza individuale.

ISLAM: la scuola maggioritaria islamica accetta la donazione di organi purché venga effettuata nel rispetto della scelta del donatore. In questo senso l’islam sostiene la donazione in quanto scelta personale.

PROTESTANTE: le comunità protestanti sono compatte nella loro favorevolezza verso la donazione degli organi, ma rimettono comunque alla libertà di scelta dell’individuo.

TESTIMONI DI GEOVA: nessun comando biblico vieta la possibilità di mettere a disposizione il proprio corpo per i trapianti, è nella libertà dell’individuo scegliere di donare gli organi.