Dichiarazione di volontà

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DONAZIONE DEGLI ORGANI:
GUIDA AD UNA SCELTA CONSAPEVOLE

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Donare gli organi significa acconsentire al fatto che dopo la morte gli organi siano prelevati dal cadavere per essere trapiantati a persone ammalate che ne hanno necessità per sopravvivere. Attraverso il trapianto è possibile salvare la vita di molte persone.

La donazione di organi è possibile in caso di morte encefalica: quando, pur avendo il cuore che batte, si constata che l’encefalo non funziona più e non potrà mai più funzionare a causa della distruzione delle cellule cerebrali.

La morte encefalica avviene nei reparti di rianimazione degli ospedali: il soggetto è morto, ma il cuore continua a battere perché sono ancora presenti i macchinari che i medici avevano impostato per curare quel soggetto.

Si possono donare:

  • il cuore
  • i polmoni
  • il fegato
  • i reni
  • il pancreas
  • l’intestino

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DONAZIONE DELLE CORNEE:
UN GESTO D’AMORE

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Non esistono limiti di età per la donazione degli organi: il fegato e i reni vengono prelevati anche da donatori di età superiore ad 80 anni ed i trapianti danno ottimi risultati.

Gli organi donati vengono trapiantati ai pazienti in lista di attesa: innanzitutto a chi è in una situazione di urgenza, ovvero così grave che potrebbe morire entro poco tempo; se non ci sono situazioni di urgenza, i riceventi sono scelti in base alla compatibilità, alla gravità, al tempo di attesa.

Dopo la morte possono essere donati anche i tessuti, cioè:

  • le cornee,
  • la cute,
  • le ossa,
  • i tendini,
  • le valvole cardiache.

Con i tessuti donati si può migliorare la qualità di vita di chi li riceve. Le cornee possono essere donate fino a 75 anni di età.

I tessuti possono essere donati da soggetti deceduti in morte encefalica, ma anche da soggetti deceduti col cuore fermo.

Gli organi e i tessuti sono prelevati nel più grande rispetto della salma e dopo la donazione il corpo non appare deturpato.

Ogni cittadino ha la facoltà di decidere se donare o meno i propri organi e tessuti dopo la morte.

Attualmente le modalità per esprimere la volontà sono le seguenti:

1)   Attraverso la registrazione della propria volontà (favorevole o contraria) effettuata presso gli sportelli abilitati delle ASL. E’ possibile dichiarare la propria volontà presso una qualsiasi ASL.

2)   Attraverso una dichiarazione scritta (tesserino o testamento olografo) che il cittadino porta con sé fra i propri documenti

3)   Attraverso la registrazione della propria volontà (favorevole o contraria) effettuata presso le Anagrafi dei Comuni che hanno attivato il sistema, al momento del rilascio/rinnovo del documento d’identità.

4)   Attraverso la registrazione della propria volontà (favorevole) iscrivendosi all’AIDO


La volontà (favorevole o contraria) registrata come illustrato ai punti 1) 3) e 4) viene fatta confluire nel Sistema Informativo Trapianti ed emerge solo dopo il decesso di quel soggetto.

In ogni caso è possibile cambiare idea: la legge prevede esplicitamente che la presentazione da parte dei familiari di una dichiarazione di volontà del defunto redatta in un secondo tempo sia comunque vincolante per i medici.

La legge non prevede il “silenzio assenso”: se un soggetto non si è espresso in vita, i medici interpellano i familiari aventi diritto (il coniuge non separato o il convivente more uxorio o, in mancanza, i figli maggiori di età o, in mancanza di questi ultimi, i genitori ovvero il rappresentante legale) affinchè siano portavoci della volontà del defunto. E’ importante informarsi, parlarne in famiglia e con le persone che ci sono più care per condividere la nostra decisione.